Pubblichiamo con piacere alcune riflessioni di Alessandro Smania, un professionista tra i massimi esperti di autotrasporto di persone.

Ho sempre amato la velocità.
Da bambino sognavo di diventare un pilota.
Crescendo, quella passione si è trasformata anche in un modo di affrontare le cose: cercare di farle bene, ma possibilmente nel minor tempo possibile. E devo ammettere che, qualche volta, questa filosofia si è riflessa anche nel mio stile di guida.
Nel 2017 ho conosciuto Verona Strada Sicura, durante una conferenza sulla sicurezza nel trasporto persone alla quale partecipavo come relatore.
Per anni ho raccontato quanto la tecnologia stia rendendo i veicoli sempre più sicuri: sistemi di assistenza alla guida, obblighi normativi fino ai più recenti ADAS. Tutto vero.
Ma frequentando le persone di Verona Strada Sicura ho capito che stavo sottovalutando qualcosa di altrettanto importante: il fattore umano.
La tecnologia può aiutarti a evitare un incidente. Ma nessun sistema può sostituire completamente la consapevolezza e la responsabilità di chi si mette dietro a un volante.
Negli anni abbiamo sviluppato insieme diverse iniziative cercando di coinvolgere la maggior parte degli attori coinvolti: taxisti, autotrasportatori, conducenti di autobus e così via. Ma l’attività dell’Associazione che la caratterizza più di tutto sono gli incontri nelle scuole.
A parlare ai ragazzi ci sono anche genitori e familiari di giovani che sulla strada hanno perso la vita. Non parlano di statistiche. Raccontano persone, figli, famiglie. Vite che da un momento all’altro non sono state più.
Nel 2018 partecipai anche a una rappresentazione teatrale dedicata proprio al dramma della perdita di un figlio e al progetto Chirone della Polizia Stradale.
Ricordo ancora la testimonianza di una mamma. Alla fine dello spettacolo non sapevo cosa dirle.
La abbracciai, in silenzio.
Forse è stato anche attraverso momenti come quello che ho iniziato a guardare la strada con occhi diversi.
Quando guido non sono responsabile soltanto della mia sicurezza e di quella di chi viaggia con me. Sono responsabile anche delle persone che incontrerò lungo il viaggio.
Oggi sono orgoglioso di essere diventato anch’io membro di Verona Strada Sicura.
Un’associazione fatta di volontari, familiari delle vittime, appartenenti alle Forze dell’Ordine, soccorritori e persone che dedicano parte del proprio tempo a provare a evitare che altre famiglie debbano vivere quello che troppe hanno già vissuto.
E proprio frequentandoli ho scoperto anche qualcosa a cui non avevo mai pensato. Tra loro ci sono persone che arrivano per prime sugli incidenti più drammatici.
Soccorrono, cercano di salvare vite, vedono cose che la maggior parte di noi fortunatamente non vedrà mai.
Troppo spesso ci dimentichiamo che anche chi soccorre può avere bisogno di essere aiutato.
Continuo ad amare la velocita. Ma ho imparato che arrivare qualche minuto prima non vale mai il rischio che possiamo far correre a noi stessi e agli altri.
E questa è una delle cose per cui devo dire grazie a Verona Strada Sicura.

Alessandro Smania
Marketing & Communication Consultant | Brand

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